IPERICO (Hypericum perforatum)

USI CONSIGLIATI

Salute

Affezioni bronchiali, asma, catarro, infiammazioni alla trachea, cattiva digestione, diarrea, mal di stomaco, mal di testa, stati di tensione, disturbi della menopausa, dolori mestruali, bruciature, scottature, eritemi solari, piaghe, ulcere, contusioni, distorsioni, slogature, gotta, reumatismi, sciatica

Bellezza

Maschera per pelli secche, trattamento antirughe

Cucina

Insalata di stagione

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DESCRIZIONE

L’Iperico, erba perenne cespugliosa, è comunamente conosciuto anche come “erba di San Giovanni”, perché fiorisce nel giorno del Santo, e “scacciadiavoli”, poiché la tradizione popolare gli attribuiva poteri magici: si riteneva che allontanasse gli spiriti maligni ed era utilizzato per purificare l’aria. Le sue ghiandole oleose, infatti, quando sono schiacciate emanano un profumo gradevole molto simile all’incenso. Appartenente alla famiglia delle Guttifere, l’Iperico è originario delle zone temperate dell’Europa e dell’Asia occidentale e fu in seguito introdotto nelle Americhe e in Australia, dove si è naturalizzato. Si trova facilmente nelle aree aperte con terreni semi asciutti, soprattutto di natura calcarea.

Principi attivi

Olio essenziale, chiamato olio rosso, contenente pinene e sesquiterpeni, un glucoside della pigmentazione rossa, l’ipercina, un glucoside flavonico, l’iperoside, tannini (8-9% in tutta la pianta e 16% nel fiore), carotene, vitamina C, acidi cloro genici e caffeico.

Aspetto e crescita

Erba perenne, cespugliosa, resistente al gelo, cresce spontanea nella maggior parte dei terreni soleggiati o in leggera penombra, è facile trovarla negli incolti, in campi abbandonati, lungo i margini delle strade e sentieri e, in generale, in tutti i luoghi erbosi caldi e assolati. Possiede un corto rizoma sotterraneo con lunghi stoloni basali, da questo si sviluppano numerosi fusti eretti, alti fino a un metro, cilindrici e con due lunghe scanalature lungo tutta la superficie, i fusti sono inoltri lignificati alla base e notevolmente ramificati nella porzione apicale. Le foglie, di colore verde pallido, opposte, sessili, intere e di forma oblunga o lineare, sono punteggiate da ghiandole oleose e traslucide simili a perforazioni, affondate nel lembo fogliare (da qui il nome specifico di perforatum), sul bordo inoltre sono presenti delle ghiandole di colore nero. I fiorellini gialli, dal profumo intenso di limone sono raccolti in pannocchie terminali che compaiono da aprile ad agosto, sono composti di cinque petali ovali-ellittici, provvisti di puntini neri ghiandolari. Il frutto infine, è costituito da una capsula oblunga, con piccole ghiandole che secernono un pigmento di colore rosso, a maturità si apre in tre valve liberando i semi cilindrici di colore nero o bruno scuro. L’Iperico si riproduce per semina o attraverso i polloni basali in autunno.

Raccolta e conservazione

Le sommità fiorite si raccolgono all’inizio della fioritura, quando buona parte dei fiori è già aperta, recidere i fusti evitando di prendere le porzioni basali lignificate. Essiccare le sommità fiorite e le foglie in un luogo ventilato al riparo del sole, conservare in recipienti a chiusura ermetica, lontano dall’umidità.

PROPRIETÀ

Assai numerose sono le proprietà terapeutiche e curative attribuite a questa pianta: svolge un’azione leggermente diuretica, sedativa, antinfiammatoria, antidiarroica, digestiva, antidepressiva, antivirale, antibiotica e astringente. Stimola le secrezioni gastriche e biliari e aiuta a regolare le mestruazioni irregolari, migliora inoltre la circolazione sanguigna ed è utile nella cura di nevrosi e per calmare sonni agitati. Per uso esterno è un ottimo cicatrizzante di ferite, è un valido rimedio per bruciature, eritemi solari, soprattutto quando è stato leso il tessuto nervoso, viene anche impiegato in caso di emorroidi e di contusioni.

Parti utilizzate

Si usa la pianta fresca essiccata in fiore, i fiori e le foglie freschi.

Preparazioni

Infuso di fiori: sminuzzare finemente 5-8 g di sommità fiorite essiccate, mettere quindi in infusione, per 10-15 minuti circa, in una tazza di acqua bollente, filtrare e colare. Assumerne all’occorrenza seguendo le indicazioni.

Polvere: ridurre in polvere in un mortaio la quantità desiderata di fiori essiccati, conservare in barattolo a chiusura ermetica lontano da fonti di umidità. La dose consigliata è da mezzo a un cucchiaino il giorno.

Tintura: mettere a macerare 25 g di sommità fiorite tritate grossolanamente, in 120 g di alcool a 60°. Trascorsi 10-15 giorni, filtrare e conservare in una bottiglietta di vetro scuro dotata di contagocce. La dose consigliata è di 8-12 gocce prese 2-3 volte durante la giornata.

Olio per uso esterno: lasciare a macero, per quindici giorni, se è possibile alla luce del sole, 200 g di sommità fiorite fresche, leggermente battute, in 500 ml di olio di oliva e 200 ml di vino bianco secco ben emulsionati. Trascorsi i quindici giorni, fare bollire a fuoco lento a bagnomaria, fino a quando il vino è completamente evaporato, conservare l’olio così rimasto, di un bel colore rosso, in vasetto di vetro chiuso, utilizzare per fare compresse e delle frizioni.

Salute

Affezioni bronchiali, asma, catarro, infiammazioni alla trachea: come antisettico, decongestionante e balsamico, bere una tazza d’infuso caldo tre volte il giorno, oppure prendere un cucchiaino di polvere di fiori mescolato a un cucchiaino di mieli di castagno due volte il giorno.

Cattiva digestione, diarrea, mal di stomaco, mal di testa e stati di tensione: bere all’occorrenza dopo ogni pasto principale una tazza d’infuso tiepido, oppure prendere, due volte il giorno, dieci gocce di tintura di fiori disciolte in un poco di acqua e zucchero, in caso di mal di testa dovuto a cattiva digestione, aggiungere all’infuso una punta di Aloe.

Disturbi della menopausa, dolori mestruali: bere regolarmente tre volte il giorno una tazza d’infuso di fiori, se si desidera addolcire con un poco di zucchero.

Bruciature, scottature, eritemi solari, piaghe, ulcere: applicare direttamente sulle parti doloranti, dopo averle rinfrescate, delle compresse preparate con alcune garze imbevute di olio per uso esterno, lasciare agire per 3-4 ore, quindi medicare. In caso di bruciature e scottature particolarmente gravi, consultare immediatamente il medico.

Avvertenze

Se ingerita da animali con la pelle chiara, la pianta può provocare fotosensibilizzazione, causando gonfiore al muso, irritazione della pelle nelle zone non pigmentate e, in casi estremi, possibilità di morte.

Bellezza

Maschera per pelli secche: mescolare insieme un pugno di fiori freschi di Iperico, due gherigli di noce privati della pellicina, un cucchiaio di Fieno Greco in polvere e due o tre manciate di mandorle spellate. Tritare tutti gli ingredienti fino a ottenere una polvere finissima, versare il composto in un piccolo vasetto e aggiungere quindi un cucchiaio di miele di Acacia. Amalgamare il tutto e stendere sul viso ben pulito; lasciare agire per venti minuti circa e poi lavare con un poco di acqua tiepida. Si ricorda che i fiori di Iperico utilizzati per la preparazione di questa maschera devono essere assolutamente freschi, appena colti.

Trattamento contro le rughe: ottimo rimedio per rallentare la formazione delle rughe, soprattutto quello intorno agli occhi, le cosiddette “zampe di gallina”, spalmare con un batuffolo di cotone sulle zone interessate dell’olio per uso esterno, ripetere l’operazione due volte il giorno, il mattino e alla sera prima di coricarsi.

In cucina

 Le giovani foglioline d’Iperico, quei più tenere, possono essere utilizzate per preparare insolite insalate dal gusto aromatico e delicato. Inoltre, recenti studi hanno dimostrato che la pianta contiene una sostanza antibiotica utile nella conservazione dei cibi.

CURIOSITÀ

Numerose sono le leggende legate a questa pianta, conosciuta nell’antichità. Nel Medio Evo era bruciata nelle case in cui si pensava si fosse insediato il diavolo, perché si credeva che i demoni odiassero l’Iperico a tal punto da non poterne sopportare la presenza neanche per un minuto.

 

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