CERA D’API

USI CONSIGLIATI

Salute

Bruciature, dolori reumatici e dolori causati da gotta, artrite, sciatica, lombaggini, varici ecc., mani ruvide e screpolate, punture d’insetti, tosse

Bellezza

Crema depilatoria, crema emolliente per le mani, crema per ciglia e sopracciglia, crema per il viso

Cucina

Conservare la frutta non completamente matura, conservare la frutta non ancora matura guastata da insetti, sigillare barattoli e contenitori di conserve

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DESCRIZIONE

La cera d’api, prodotta dalle api operaie, è la secrezione delle ghiandole ciripare situate tra gli anelli dell’addome, conseguente a una trasformazione chimica del nettare. Quando la cera si solidifica, l’ape stacca con le pinze delle zampe posteriore le scaglie di cera che poi tritura e amalgama con le mandibole. La cera così trattata è utilizzata dalle api operaie per costruire i favi dell’arnia.

I favi appena costruiti, sono di colore bianco, ma divengono molto presto gialli, inscurendo sempre più con l’uso. Fondendo i favi in acqua calda si ottiene la cera vergine, che rappresenta la varietà più pregiata.

Quando la cera proviene dai materiali cerosi che l’apicoltore ricava dai suoi alveari, si presenta di un bel colore giallo dorato, circa carico, possiede un odore dolce e aromatico molto caratteristico che ricorda quello del miele.

Non ha comunque un particolare sapore e, se masticata, non aderisce ai denti. Al tatto dà una leggera impressione di unto.

Come si ottiene

La cera d’api è raramente pura. Contiene circa il 5-6% di polline e di propoli. Generalmente disponibile in blocchi, è ottenuta in stampi, direttamente dalla cera sciolta in acqua calda e poi filtrata per ripulirla da eventuali impurità presenti dopo l’estrazione del miele.

Dove si acquista

Si trovano in vendita principalmente in erboristerie, colorifici, drogherie e in alcuni supermercati.

Per la realizzazione di cosmetici, creme e prodotti di bellezza è possibili acquistare cera sbiancata, in blocchi o a grani, quest’ultima è più semplice da sciogliere.

Gli usi della cera d’api

La cera d’api nota fin dai tempi più antichi, serviva per svariati usi. Oggi, la sua principale applicazione consiste nella fabbricazione dell’encausto, una sostanza pastosa ottenuta sciogliendo la cera d’api in essenza di trementina o in altro solvente, usata per lucidare pavimenti e mobili. Con la cera d’api si fabbricano poi candele, ceralacca, e applicazioni in cosmetica. In medicina mantiene ancora un rilevante impiego per la produzione di balsami, pomate, candelette medicinali, cerotti, ecc. è inoltre impiegata in agricoltura (per innesti, per la conservazione della frutta, per la manutenzione delle macchine), in calzoleria (creme, lucidi ecc.), nell’industria delle carte e tele cerate.

PROPRIETÀ

La cera d’api ha proprietà emollienti, è idratante, espettorante, antidolorifica e cicatrizzante. È particolarmente indicata in caso di dolori reumatici, artrite, lombaggini, poiché mantiene a lungo il calore e ritorna velocemente allo stato solido. In caso di bruciature e ferite, la cera d’api costituisce uno strato protettivo asettico sotto il quale i tessuti si cicatrizzano senza contrazioni (fase iniziale dei cheloidi).

Preparazioni

Suffumigi: bruciare alcuni grani di cera d’api sui carboni accesi (che si possono trovare in vendita in erboristeria).

Pomata: fare fondere a bagnomaria 30 g di cera bianca in grani e 30 g di lanolina, aggiungere 50 ml di tintura di Calendula (portata alla stessa temperatura) e tenere la mistura a bollore finché tutta l’acqua è evaporata. Togliere dal fuoco, fare intiepidire e quindi versare in barattoli di vetro con coperchio a vite.

Crema: fare fondere a bagnomaria 30 g di cera d’api in grani e aggiungere 10 g di olio di Mandorle dolci, 10 g di olio d’oliva extravergine, il succo di mezzo Limone, 5 g di miele, 10 g di polvere di amido e tre gocce di olio essenziale di Rosa. Conservare la crema così preparata in barattoli di vetro con coperchio a vite, in un luogo fresco e asciutto lontano dalle fonti di calore.

Impacco: pennellare la parte interessata con cera d’api e paraffina fuse insieme in parti uguali, applicare l’impacco tiepido ma non bollente.

Salute

Per calmare la tosse: aspirare il fumo prodotto dai suffumigi per facilitare l’espettorazione e guarire rapidamente la tosse.

Per calmare dolori reumatici e dolori causati da artrite, gotta, lombaggini, sciatica, varici ecc.: utilizzare l’impacco pennellando la parte interessata e lasciare in posa per 5-10 minuti.

Per le mani ruvide e screpolate: usare la crema applicandola alla sera, prima di coricarsi, con lieve massaggio e calzare guanti di cotone da tenere per tutta la notte.

In caso di bruciature: spalmare le bruciature con la pomata.

Punture d’insetti: spalmare la parte con la pomata utilizzata per le bruciature cui si aggiungono tre gocce di olio essenziale di menta.

Bellezza

Crema depilatoria: fare fondere a bagnomaria 100 g di cera d’api cui si aggiunge una goccia di olio essenziale di Lavanda, immergervi quindi una pezzuola e applicarla subito sulla parte da depilare. Appena la cera si sarà raffreddata, strappare con un colpo deciso. Lavare poi le gambe con acqua tiepida e frizionarle con acqua di Rose.

Crema emolliente per le mani: amalgamare bene due cucchiai di cera d’api fusa a bagnomaria con un cucchiaio di miele, due manciate di Avena, un tuorlo, due cucchiai di olio di Mandorle dolci, otto gocce di tintura di benzoino e tre gocce di olio essenziale di Rosa. Versare la crema così ottenuta in vasetti che devono essere mantenuti coperti, spalmarla e farla penetrare in profondità, sono consigliabile usarne una quantità piuttosto abbondante e indossare un paio di guanti di cotone per qualche ora, o ancora migliore per una notte intera, si potranno notare immediatamente i benefici.

La tintura di benzoino è un ingrediente importante che nutre e protegge la pelle.

Crema per ciglia e sopracciglia: fare fondere a bagnomaria 30 grammi di cera d’api bianca, unire 20 grammi di olio di Mandorle dolci e tre gocce di olio essenziale di Garofano. Questa crema va utilizzata di sera. Fa crescere ciglia e sopracciglia e le rende morbide e scure.

Creme per il viso: fare fondere a bagnomaria 60 grammi di cera bianca con 240 g di olio di Mandorle dolci e 60 g di lanolina anidra (in vendita nelle farmacie). Portare quindi 200 ml d’infuso fresco di Calendula alla stessa temperatura e aggiungerlo al miscuglio.

Tenere il composto a bollore su una piastra rompi fiamma finché tutta l’acqua sarà evaporata. Quindi rimuovere subito, prima che l’olio si surriscaldi per non danneggiare gli estratti di erbe presenti nella mistura.

Lasciare poi intiepidire la miscela, quindi versarla in barattoli di vetro puliti chiusi con coperchio a vite, questa crema si mantiene per circa sei mesi in luogo fresco e scuro.

Consigli pratici

Per meglio sciogliere la cera si dovrebbe sempre utilizzare il sistema a bagnomaria, poiché consente lo scioglimento a una temperatura molto bassa: la cera è, infatti, un prodotto facilmente infiammabile e temperature alte potrebbero essere pericolose.

In cucina

La cera d’api trova un grande impiego anche in cucina, infatti, è ottima per:

– conservare la frutta non completamente matura: immergete i frutti nella cera (non bollente) sciolta a bagnomaria, quando la cera si è rappresa riporre i frutti in un luogo fresco e buio.

– conservare la frutta non matura guastata dagli insetti: si rimuove dai frutti la parte guasta e si spalma sulla “ferita” un poco di cera fusa a bagnomaria, il frutto giungerà quindi sano a maturazione.

CURIOSITÀ

Con la cera d’api si possono preparare in casa simpatiche candele, magari profumate. Si fonde a bagnomaria la cera in un recipiente alto e stretto, aggiungendovi qualche goccia di profumo. Si lega uno stoppino a una matita e s’immerge nella cera fusa, si estrae, si stacca dalla matita e si tiene teso per trenta secondi perché indurisca. In seguito si continua con successive immersioni finché la candela raggiunge il diametro voluto.

 

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